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L’accusa penale in prospettiva socio-giuridica. Ruolo, processi decisionali e modalità d’azione del pubblico ministero

SKU
9788820411237
Editore
Franco Angeli
Collana
Sociologia
Formato
Brossura
Anno
2012
Pagine
160

Disponibile

20,00 €
Una discussione preliminare sulla questione generale dell'obbligatorietà e della discrezionalità nel campo delle decisioni pubbliche introduce al tema centrale dell'accusa penale considerata in ottica socio-giuridica. Il volume affronta nel dettaglio le complesse articolazioni del dibattito scientifico sul ruolo, i processi decisionali e le modalità d'azione del pubblico ministero; il caso italiano si dimostra particolarmente stimolante da questo punto di vista poiché ci troviamo in un sistema dove, a livello normativo, è prescritto che le scelte del pubblico ministero siano obbligate; accade, invece, che in concreto si osservino comportamenti di natura potenzialmente soggettiva. Un'ampia rassegna critica della letteratura tematica internazionale e nazionale fa da cornice all'analisi dei contributi empirici raccolti di prima mano nel corso di diversi anni di ricerca con gli attori del diritto; il ruolo del pubblico ministero viene così inquadrato in un contesto sociale e giuridico in cui il valore e il significato delle norme e delle azioni vanno fatti risalire anche ai referenti di tipo socio-culturale condivisi. Il dibattito intorno ai difficili equilibri della realtà contingente tra giustizia e politica nel nostro Paese evoca la delicata questione delle riforme dell'ordinamento penale. Nell'arduo, ma imprescindibile, bilanciamento tra principio di obbligatorietà dell'azione penale e flessibilità nell'adattamento delle prassi alle richieste del sistema ci interroghiamo su come si formino le scelte dell'accusa in relazione alle pratiche di gestione del crimine. E ancora, la riflessione va al ruolo giocato dalla componente della discrezionalità nel quadro della modifica in senso accusatorio del processo penale e alle trasformazioni della cultura giuridica del pubblico ministero. Infine, discutendo di possibili riforme, un'ulteriore, sostanziale, chiave di lettura è quella rappresentata dalla tempistica processuale. L'eccessiva durata dei procedimenti, il "ritardo" della giustizia, ma anche l'istituto della prescrizione, delimitano alcune tematiche cruciali che contribuiscono a gettare luce sulla problematica dialettica tra obbligatorietà dell'azione penale e comportamenti di matrice discrezionale.

Maggiori Informazioni

Autore Zanier M. Letizia
Editore Franco Angeli
Anno 2012
Tipologia Libro
Collana Sociologia
Lingua Italiano
Indice Introduzione Parte I. L'accusa penale tra obbligatorietà e discrezionalità Obbligatorietà, discrezionalità, arbitrio in prospettiva socio-giuridica. Aspetti introduttivi (Cosa è e cosa non è discrezionale. Verso un'analisi epistemologica del concetto di discrezionalità; Determinanti e tipologie) Meccanismi funzionali dell'azione penale Processi decisionali e prassi di gestione del crimine da parte dell'accusa Parte II. Riflessioni sul ruolo dell'accusa: un bilancio e proposte di riforma Un bilancio sugli effetti della riforma del codice di procedura penale del 1989 Obbligatorietà dell'azione penale e tempistica processuale. Una chiave per pensare le riforme (Il problema del "ritardo" nel processo penale; Il tempo è galantuomo: la prescrizione come ostacolo o come risorsa nel processo La discrezionalità limitata. Principio di opportunità, regolazione o esercizio realistico dell'azione penale? (Per un'ipotesi "forte"; Per un'ipotesi "debole") Tra grandi riforme e problemi quotidiani della giustizia penale. Una nota conclusiva Appendice. Interviste ai testimoni privilegiati Riferimenti bibliografici.
Stato editoriale In Commercio